Lentamente, morre quem não lê, não viajando e não ouço musica (Martha Medeiros)
Lentamente, morre quem não lê, não viajando e não ouço musica     (Martha Medeiros)    

L'osservatorio su   Roma d'oggi

La Roma sconosciuta di una volta

     

E’ COLPA NOSTRA

 

E’ colpa di noi che abbiamo conosciuto il fascismo, le epurazioni, le espulsioni e disoccupazione (se non eri iscritto o la pensavi diversamente) le masse osannanti al nostro Duce, salvo poi appenderlo per i piedi.

Noi, a differenza della Spagna con Podemos o Grecia con Tsipras, non abbiamo saputo trasmettere ai nostri figli i valori ed il significato della resistenza che ha affermato soprattutto TRASPARENZA, ONESTA’, LIBERTA’.

Il movimento della Resistenza  fu caratterizzato in Italia dall'impegno unitario di molteplici e talora opposti orientamenti politici (comunisti, azionisti, monarchici, socialisti, cattolici, liberali, repubblicani, anarchici), in maggioranza riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), i cui partiti componenti avrebbero più tardi costituito insieme i primi governi del dopoguerra[5].

“intorno ai 40.000” sono caduti tra i partigiani combattenti , 34.000 morti in deportazione perché non hanno voluto aderire al nuovo governo fascista, dei quali circa 10.000 partigiani . Tutti morti per la LIBERTA’

Così, per colpa nostra,  è potuto sorgere e dilagare  un MOVIMENTO (5 Stelle)che fin dall’inizio ha ricalcato pedissequamente le orme del Fascismo al suo sorgere.

  1. Tutto nasce ( come Mussolini) da un uomo : un comico :GRILLO
  2. Il reclutamento viene fatto da una società specializzata in manipolazioni Internet: La Casaleggio & Associati, senza alcun controllo (Podemos online ha avuto due società di doppi controllo , una francese ed una tedesca)
  3. I selezionati , probabilmente brave persone e oneste, assolutamente impreparati e gestiti direttamente da Grillo- Casalegno( Podemos dovevano portare 50.000 firme)
  4. Ai poveri selezionati viene imposta la sottoscrizione di un NON CONTRATTO .con cui si accetta di sottoporre ogni decisione ai “diunviri” Grillo-Casalegno e l’espulsione(come nel Fascismo) per non aver condiviso le direttive grilline.
  5. Per mesi sanno solo dire di no a tutto ( dal Parlamento, alla TV) perché non sanno dire altro
  6. Inizia una massiccia epurazione per quelli , che avendo le capacità ed il cervello pensante, osano esprimere decisioni in dissenso.
  7. Come nel fascismo (Pertini) gli espulsi vengono insultati e coperti di fango
  8. Unico punto di riferimento il BLOG GRILLO gestito dalla CASALEGNO & ASSOCIATI.
  9. Le decisioni e votazioni online sono limitate ad un gruppo di “cosidetti iscritti” non si sa bene come selezionati e senza alcun controllo esterno sulla famigerata  CASALEGNO & ASSOCIATI
  10. .Il nuovo presidente del Consiglio “in pectore” sarebbe certo DI MAIO che vanta  8 anni di fuoricorso in tre facoltà, proveniente da Alleanza Nazionale del defunto Fini e non è stato votato nella sua città : Avellino!

Zygmunt Bauman.

Individuo e società nella modernità liquida

 

La speculazione filosofica e sociologica di Zygmunt Bauman, apre - attraverso l'analisi del fenomeno della globalizzazione –fino a raggiungere la modernità liquida: superamento della  postmodernità stessa. Come un risultato individuale, la società, l'etica, la potenza, la religione , acquistano una dimensione in cui la durata dà il posto al transitorio, la necessità  diventa desiderio e la necessità stessa per l'utilità.

Zygmunt Bauman è uno dei più grandi interpreti del nostro tempo presente, un tempo che si trasforma in una massa informe tendente ad un cambiamento costante e implacabile. Non si tratta di epoca moderna, né quella postmoderna, se non altro, questo periodo può essere ben identificato come modernità liquida: un concetto, in grado di concentrarsi sulle trasformazioni che riguardano la vita umana riguardante le determinazioni di politica generale della vita.

Inoltre, modernità liquida di Bauman è un termine che può superare il concetto di postmoderno, perché fondamentalmente tende verso il mondo contemporaneo: una realtà in cui si guarda al transitorio piuttosto che permanente, immediato e subito  piuttosto che a lungo

Di conseguenza è fondamentale per capire in anticipo e profondamente il concetto di liquidità intorno a cui Bauman intende  la sua più recente riflessione filosofico e sociologico. Solidità e liquidità sono le caratteristiche distintive di due epoche: modernità e postmodernità, che diventno  modernità liquida di oggi. È un'esistenza dove la necessità cede il passo al desiderio che costringe gli  uomini  a continui cambiamenti e trasformazioni che riguardano la loro vita e identità: ognuno di noi corre in auto-costruzione, che sostituisce il progetto stesso. Infatti, nella nostra epoca contemporanea il rapporto tra l'individuo e la società sta cambiando perché i concetti di identità, individuale e l'individualità sono ormai  prive di significato. Il mondo richiede all'individuo una ricerca costante e sempre più controversa di identità, perché, oggi, l'identità è un'attività.

Essendo gli individui nella società liquida non significa semplicemente essere buoni consumatori, ma anche essere merci competitive nel mercato globale. Tale condizione non solo richiede l'acquisto di "articoli di moda", ma, anche, l'acquisto di un "corpo alla moda", che assiste al passaggio completo da auto-manipolazione della propria fisicità, per la scelta reale diretto e indipendente del corpo che vogliamo per i nostri figli.         Bauman afferma che "essere adatto per il global" non sarà soddisfatto con la chirurgia plastica o il ritocco sulla base di prototipi che vengono continuamente generati  e imposti dalle politiche del mercato globale.      È importante non solo per comprare ciò che ci rende "adatto" , ma soprattutto per cambiare noi stessi con la  nostra possibilità di automanipolarci il corpo.

Se non siamo in grado di vestire il nostro fisico, vuol dire che siamo carenti in qualcosa. La gestione autonoma della nostra corporeità, responsabilità personale, che porta la "responsabilità di essere individui", deriva dal concetto di avere e non dell'essere. Avere significa possedere perché qualche forma di controllo è in grado di genera sicurezza in un mondo privo di suoi solidi punti di riferimento.

Incorporazione e possesso sono parte dell'avere, che - nel nostro tempo-è compiuta attraverso il consumismo come «l'atto di consumo è una forma di avere, forse il più importante per la società industriale opulenta di oggi. Consumo ha caratteristiche ambivalenti: allevia l'ansia, perché ciò che si possiede, non potrebbe essere preso indietro, ma richiede anche che i consumatori consumino sempre più, poiché il consumo precedente ben presto perde la sua peculiarità gratificante» .a e questo circolo vizioso, che corre tra il possesso e il consumo, è l'effetto più evidente di quello che Bauman chiama modernità liquida, che - a differenza di postmodernismo - ha un rapporto continuo con il processo di modernizzazione che intensifica finché raggiunge la liquidità del nostro tempo, caratterizzata da consumismo sfrenato.

 

E nella convergenza tra identità e consumo si trova in una delle caratteristiche principali della nostra epoca, perché «la società contemporanea si riferisce ai suoi membri principalmente come consumatori e solo secondariamente e in parte, li coinvolge anche come produttori. Per soddisfare gli standard di normalità e di essere riconosciuto come un membro maturo e rispettabile della società, dobbiamo rispondere rapidamente ed efficientemente alle tentazioni del mercato dei beni di consumo.

I poveri e i fannulloni, coloro che hanno un reddito dignitoso, o carte di credito, né la prospettiva di giorni migliori, non sono fino a questi requisiti. Di conseguenza la regola rotta dai poveri oggi, la violazione della regola li distingue e li contrassegna come anormale, è lo standard di competenza o idoneità come consumatori, non che di occupazione. I poveri di oggi (cioè quelli che costituiscono un problema per gli altri) sono innanzitutto i consumatori piuttosto che persone disoccupate. Sono definiti innanzitutto per il fatto di “consumare male”: infatti, la più semplice delle obbligazioni sociali, che non soddisfano, è il dovere di essere attivi ed efficaci gli acquirenti di beni e servizi offerti dal mercato». questo significa che se in un epoca moderna consumo assume la funzione di un'attività secondaria rispetto alla produzione, nel mondo contemporaneo la capacità di una persona di consumare determina la propria integrazione sociale in una società non più limitata al contesto locale o le dimensioni dell'esistenza quotidiana, ma, in una società di macro voce accurati e specifici requisiti esigenti. La responsabilità è dell'individuo, che, al fine di costruire la propria individualità, preferisce investire le sue risorse economiche disponibili per l'acquisto di quei mezzi adatti per classificare, per modernizzare e introdurre nell'elenco degli utenti che conta. Inoltre, in un periodo di grave crisi economica come quella che stiamo attualmente vivendo, altre le statistiche mostrano che il consumo primario, riferendosi alla necessità di base, è messo da parte per acquistare prodotti di tecnologia avanzata, Abbigliamento e cosmetici. Questi prodotti mirano ad aggiornare il corpo in conformità con gli standard minimi che devono essere "in", vale a dire, per acquisire uno status sociale che non fa differenza, se nulla, incorpora tutti coloro che sembrano essere in grado di modernizzare se stessi, indipendentemente dalla capacità produttiva sociale e il ruolo che tutti possono giocare. Oggi il consumo sembra essere un'attività uniformante e secondo Bauman è un modo per misurare quanto una persona - nella società liquida - è in grado di essere individuale. Su questo concetto, Bauman costruisce il suo pensiero circa l'individuo e la società, che viene eseguito su due linee principali.

Essere individui è equivalente ad essere consumatori.. Essere consumatori e consumare , diventano, infatti, la determinazione più generale di un individuo che è influenzato dagli  effetti più problematici del processo di-socializzazione, iniziato da globalizzazione, ora siamo arrivati a una delle sue fasi più acute ed estreme. Aggregazione sociale e l'organizzazione sono privati dei loro compiti tradizionali: cessano di essere dimensioni di identità del soggetto in grado di fornire una serie di norme e parametri di riferimento. L'individuo diventa un nomade  isolato, sempre alla ricerca di nuove forme di socializzazione, che invece di fornire sicurezza e il benessere, aumentare il divario tra l'uomo e l'altro. È un sistema sociale che - pur essendo in possesso di mezzi sempre più innovativi per comunicare e interagire con i loro compagni - genera disagio e solitudine, soprattutto perché il figlio di un individualismo in rete che «è un modello sociale, non un insieme di individui isolati», solo perché «il ruolo più importante di internet nella strutturazione delle relazioni sociali è il contributo al nuovo modello di socialità basata sull'individualismo. Sempre più persone sono organizzati in reti sociali, che comunicano via computer. Così, non si tratta di internet per creare un modello di individualismo in rete, ma lo sviluppo di Internet per fornire un adeguato sostegno materiale per la diffusione dell'individualismo del Web come la forma dominante di socializzazione online» c e questa nuova forma si pone come una matrice dell'identità aggiornamento richiesto dal mondo globale per "essere incluso" , come la necessità per l'inclusione è nulla più di eredità dell'abbandono dell'autentico senso di appartenenza. L'appartenenza, infatti, si caratterizza come un essere umano naturale sensazione, che, essendo soppresso al giorno d'oggi - si manifesta in forme di surrogato di aggregazione sociale virtuale che sono il tentativo di soddisfare la naturale socialità umana

La singolarità e l'unicità dell'individuo viene sostituito dal flusso delle esigenze di un gruppo, che - nel nostro mondo contemporaneo - sembra assumere l'aspetto di uno sciame. Solo nella distinzione tra sciame e gruppo Bauman identifica i cambiamenti radicali che riguardano l'individuo e la società in realtà il liquido-consumistica, dove «lo sciame tende a sostituire il gruppo e i suoi leader, la gerarchia e suo "ordine gerarchico". Uno sciame può fare senza tutto il cerimoniale e trucchi senza la quale non sarebbe né forma né sopravvivere. Essi si riuniscono, a dispersione e raccogliere ancora una volta, da un'occasione per un altro, ogni volta inevitabilmente per un motivo diverso e sono attratti dalle variabili degli obbiettivi.

In realtà, gli sciami non hanno nemmeno un alto e basso: solo la momentanea direzione del volo per posizionare le unità dello sciame  e la posizione dei  leader  è di solito solo per la durata di un determinato volo, o anche una parte di esso». Poi, anche le gerarchie tradizionali che generano ordine, si sciolgomo.

Di conseguenza l'individuo è considerato come un'unità momentanea dello sciame  guidato dalla fugace corrente. Che è una dimensione impregnata con una sicurezza illusoria di una scelta libera e ottima, poiché è la scelta di un gran numero di persone. La scelta è ciò che aggrega in un mondo liquido, poichè questi spazi devono essere ripensati e ridisegnati secondo determinati canoni in grado di plasmare le comunità in cui l'individuo - consumatore può trovare e realizzare il loro senso di appartenenza.

I centri commerciali sembrano essere orticaria di sciami di Bauman, come offerta della Comunità idealmente immaginata: un luogo dove si aggrega lo scopo dell'acquisto. Così, «i luoghi dello shopping di /consumo ,offrono ciò che nessuna realtà"reale" esterno può dare: un quasi perfetto equilibrio tra libertà e sicurezza. All'interno di loro acquirenti di templi / consumatori possono anche trovare che cosa erano alla ricerca di fuori, come inutilmente inesauribilmente: la piacevole sensazione di appartenenza, l'impressione rassicurante di essere parte di una comunità» e prendendo parte è uno dei modi in cui il consumo diventa un'attività primaria dell'uomo contemporaneo e -soprattutto - il principio di inclusione ed esclusione del soggetto. Questo processo inevitabilmente esclude coloro che non sono in possesso dei mezzi per eseguire questa attività, che, infatti, rimane essenzialmente solitaria ed emarginata.

Qui in questo gioco di apparenze e riproduzioni l’uomo nel vortice collettivo, perde quel autentico senso di appartenenza che rende ogni uomo un membro della società.

Leggendo attentamente troviamo spiegazione ad un Bush e Blair che creano ISIS o Sarkozi che fa altrettanto in Libia e gli attentati dovunque sono frutto dell’apparire. Il kamikaze si immola per apparire e più cadaveri più ampio l’apparire. Si diceva : “ per apparire ammazzerebbe la madre” era una frase scherzosa ma , nell’attuale liquidità della globalizzazione, non fa più ridere.

ANTONIO GRAMSCI

Non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione… Vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente. La vita é cosí, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignitá di uomini”. (lettera alla madre, 10 maggio 1928)

 

Pochi politici e intellettuali hanno avuto nella storia e nello sviluppo politico italiano un peso superiore a quello avuto da Antonio Gramsci. La sua carica politica e morale, le sue elaborazioni teoriche e pratiche, lo slancio e la passione con cui si é dedicato ai nodi centrali, ai problemi e alle contraddizioni del `900, ne fanno una delle massime personalitá nel campo internazionale.

 

In un `epoca in cui la politica degenera sempre piú a opportunismo, interessi di parte, carrierismo, clientelismo, corruzione e strutture mafiose, in cui le differenze sociali, il degrado culturale, violenza , sessismo e altre forme di discriminazione non sono affatto superati, ma nella crisi diventano sempre piú acuti, ecco che una personalitá come Gramsci, con la sua coerenza politica e forza morale, riacquista una forte attualitá, non solo per i suoi contenuti, ma anche per il suo atteggiamento disinteressato, la sua passione e i suoi ideali.

 

 

Mi domando da sempre , e non solo io, come mai gli italiani tengano così poco alla LIBERTA’ tanto da averci rinunciato e continuare a rinunciarvi senza alcuna preoccupazione. Mi risponde Gramsci dopo oltre 70 anni.

In realtà a prima vista il nostro sembra un paese libero: molti costruiscono case dove è proibito e senza norme, molti saltano i semafori perché non hanno il tempo da perdere aspettando il verde, non pagano le tasse perché sono troppe, parcheggiano in doppia fila ovunque tanto i vigili non ci sono, gettano i rifiuti in terra magari vicino ai cassonetti, Non sono manifestazioni di libertà? Giorgio Gaber cantava :” la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione. Gramsci diceva che esistono due libertà : la libertà dei servi o sudditi (del Duce) e la  LIBERTA’ del cittadino di non essere obbligato o sottoposto a vincoli o potere arbitrario di un uomo come avvenuto (Berlusconi) e stà avvenendo (Grillo).

In effetti la libertà italiana  - come dice Gramsci – è una sorta di quotidiana anarchia che non preoccupa i potenti che sono liberi di operare.

Il potere utilizza queste manifestazioni di “libertà” come una valvola di sfogo che aiuta a distrarre dai problemi ed impedire gesti di autentica indignazione.

Mentre nelle altre nazioni si sacende in massa in piazza minacciosi e si lotta, da noi al massimo ci possono essere cortei o fiaccolate.

In effetti la libertà come possibilità di fare ognuno i propri comodi trascurando le regole, ignorando gli altri , è esattamente quella dei servi o sudditi.

Antonio Gramsci vedeva questa quadro oltre 70 anni fa (e per questo è seguito come un GUIDA  dai grandi movimenti come Podemos, Tsipras, Frente Amplio(Uruguai) aveva allora individuato con nettezza il carattere di questa FALSA LIBERTA’, che darà luogo in Italia a Mussolini ed oggi al suo “successore” Grillo che, oltre ad aver ripristinato il giuramento al capo( sotto forma di contratto)e l’espulsione per diversità di opinione, ha ripristinato il “Direttorio” che  gestisce sindaci e assessori e le correnti ed il manuale Cencelli di deprecata democristiana memoria.

Decine di deputati forse bravi , ma inesperti, hanno detto solo no, hanno sempre parlato al futuro, hanno alzato i pugni ed urlato come ai tempi di Pajetta e la proposta è : RENZI A CASA!

Da ultimo, per non farsi mancare niente, bruciano un libro dei più importanti scrittori ed intellettuali : Corrado Augias. Non sarà fascismo ma sembra tanto. Bruceranno anche Gramsci ?

 

 

GRAMSCI E PODEMOS & ARISTOTELE

Un sardo ignorato  in Italia, ma che in Spagna e soprattutto in tutta l’ America Latina è attualmente  il politologo più studiato e apprezzato di sempre: Antonio Gramsci. Proprio lui, filtrato da ricercatori postmarxisti del calibro di Ernesto Laclau (e, prima ancora, materia di approfondimento per gli intellettuali argentini Héctor Agosti e José Aricó, o elemento ispiratore del Simposio Internazionale tenutosi a Santiago del Cile ), è entrato a pieno titolo nel programma di Podemos, e per questo motivo viene citato in continuazione dal suo nucleo dirigente ed intellettuale.

In particolare, tra gli elementi del gramscismo che piacciono maggiormente a Iglesias e compagni (ed a tutti i movimenti dell’America latina) c’è l’idea che la rivoluzione sia un obiettivo dinamico, in continua transformazione, e che tale rivoluzione si debba adattare alla società contemporanea in modo trasversale, implicando tutte le classi sociali, senza cadere nella trappola della contrapposizione tra queste.

Altro punto di contatto, sta nella necessità di formare una cultura popolare (opposta a quella borghese ufficiale), per far nascere nel popolo l’esigenza della rivoluzione e di cambiamenti sociali, come logiche conseguenze. A favorire il processo di creazione dei nuovi valori culturali, etici e morali sono chiamati gli intellettuali che, nel caso specifico di Podemos, agiscono coinvolgendo ed educando la base elettorale tramite metodi assembleari e partecipativi innovativi, in gran parte spinti attraverso le reti sociali.            E’ triste ma da noi nel movimento 5S gli intellettuali si sono autoesclusi totalmente per il meccanismo ed i diktat di Grillo/Casalegno& Associati sia nei contratti che nella selezione oscura dei candidati. Altro errore del 5s  è proprio l’assenza di esperienza politica nelle strade dei candidati selezionati tra gente estranea alla politica mentre in tutto il mondo la forza di Podemos è nella conoscenza della gente, del territorio e della politica.

La rivalutazione di Gramsci in terra di Spagna è già di per sé un fatto di notevole importanza, che ci dovrebbe far riflettere. In primo luogo perché conferma quanto imprescindibile sia l’eredità che l’intellettuale ci ha lasciato, e quanto poco ne siamo coscienti. E poi perché ci dimostra che le periferie possono apportare idee nuove e concetti stimolanti nello stagnante panorama politico tradizionale. Antonio Gramsci, infatti, se è riuscito a penetrare nell’immaginario di una certa classe politica e culturale latinoamericana, è perché ha affrontato la questione meridionale come un problema specifico di una realtà periferica, vittima degli strascichi del colonialismo centralizzante (militare, culturale o economico).

O quando parla di un occidente centrale contrapposto ad un occidente periferico. La Sardegna, sua terra d’origine, era – ed è – periferia dell’Italia, così come i Paesi latinoamericani sono stati – e in parte sono – ai margini di un occidente dominato dalle grandi potenze coloniali. In questo sta il riconoscersi dgli analisti Argentini, Brasiliani, Messicani o Cileni nelle teorie gramsciane, e su questo fanno leva gli ideologi di Podemos (o quelli di Syriza in Grecia), quando denunciano il sordo centralismo dell’Unione Europea nei riguardi della periferica Spagna, rivendicando un maggiore protagonismo e una partecipazione più determinante nelle decisioni politiche ed economiche comunitarie.

Se una cosa positiva ha portato la globalizzazione, è che ogni punto del mondo, persino il più piccolo e isolato, può essere per una volta anche il suo centro. Così, non deve stupire che un Antonio Gramsci da Ghilarza sia portato alla ribalta internazionale da intellettuali d’oltre oceano o da uno dei partiti di maggior successo della Spagna. Sperando che, quando di questo in Sardegna ci accorgeremo, riusciremo noi rassegnati isolani periferici a saperci meno isolati, se non anche al centro del mondo, per un momento.

Le origini di Podemos affondano le proprie radici nel movimento degli indignados, nato nel 2011 per protestare contro le politiche di austerity causate dalla crisi economica in Spagna. Da questo movimento, il 12 gennaio 2014 alcuni intellettuali e accademici spagnoli hanno presentato un manifesto che puntava a trasformare il movimento degli indignados in una lista da presentare alle elezioni europee, che si sono tenute nel maggio di quell'anno.  Insieme a personalità della società civile, alcuni piccoli partiti di estrema sinistra, primo tra tutti Izquerda Anticapitalista, hanno contribuito alla costruzione e l'organizzazione della lista, per la quale è stato scelto il nome di Podemos, termine spagnolo che significa "possiamo". Nel 2011 un popolo di cittadini invade Madrid e diventa il riferimento per tutti i movimenti sociali compreso il movimento di Occupy di Wall Street. Giovani, anziani, studenti, precari, scendono in piazza per manifestare la loro indignazione contro le inefficienze del sistema capitalistico e contro il potere delle banche. Questi movimenti hanno fatto da apri pista alla nascita di partiti, di destra e di  sinistra, che si sono imposti, in questi ultimi anni contro il sistema globalizzato soprattutto,  in Europa

Gli studi che provano a decifrare le ragioni del successo di Podemos ormai si sprecano, e non sto qui ad elencarli. Quello che però vorrei rimarcare – per esserne stato testimone oculare a partire dal maggio del 2011 qui a Madrid – , è chePodemos non è nato dal nulla, semmai è stato il naturale sbocco a quello straordinario episodio di partecipazione democratica conosciuto in Spagna come 15-M (in riferimento alla data della sua costituzione), o movimento degliIndignados. Il quale, non essendosi evoluto allora in azione politica concreta, si è andato negli anni affievolendo (pur mantenendo sino ad oggi una presenza attiva in iniziative assembleari di quartiere), per rinvigorirsi e convergere ora su Podemos, abile nel riproporre quelle stesse rivendicazioni politiche e sociali emerse nel 2011.

L’altro aspetto saliente di Podemos, a differenza di altri movimenti o partiti di recente formazione (come, ad esempio, il Movimento 5 Stelle in Italia), è che questo si appoggia su solidissime basi teoriche e consolidate dottrine politiche. E se dalle cattedre della facoltà di scienze politiche dell’Università Complutense di Madrid provengono alcuni dei principali leader e teorici del partito (Pablo Iglesias, per l’appunto, ma anche Juan Carlos Monedero o Íñigo Errejón), è a un sardo di umili origini che si deve il merito di aver concepito la struttura ideologica portante di tale artificio politico. Le rivendicazioni di Alexis Tsipras sono le stesse dell’indignado Pablo Iglesias  e la loro amicizia ha profonde radici.

 

Allo stesso modo in tante parti del mondo, soprattutto nell’America Latina, si stanno sviluppando movimenti analoghi  che nascono dalla necessità di assemblare varie esperienze sociali, culturali, di piccoli partiti, associazioni di volontariato, intellettuali. La forza degli intellettuali che spingono e fiancheggiano le popolazioni viene da Gramasci ma anche dall’idea di democrazia  della gente , delle masse, libere e non verticizzate. La potenza di questi movimenti è data dal fatto che  i componenti che si assemblano sono sempre  persone con lunga esperienza politica o di volontariato. Uno dei movimenti dell’Argentina nasce ad Haiti tra i volontari che per mesi hanno lavorato nella devastazione. E’ gente che ha vissuto una vita con la gente e per la gente e questo fa si che questi movimenti stiano letteralmente esplodendo. Purtroppo in Italia  abbiamo evidentemente nel DNA la necessità che “qualcuno” ci comandi  e con oltre venti partiti l’un contro l’altro armato, abbiamo avuto solo dittature (anche se mascherate) prima la DC poi Craxi, Poi Berlusconi, poi  Renzi ed alla fine Grillo/Casaleggio & Associati . “Nemo profeta in Patria” niente è più vero sde si pensa che un Italiano stà promovendo PODEMOS NEL MONDO.

Concludo con il mio sogno di vita )la DEMOICRAZIA SECONDO ARISTOTELE cui lo stesso Gramsci si rifà

 Aristotele nota come si possa sostenere che la sovranità della massa sia giustificata dal fatto che i molti, anche se non eccellenti singolarmente, presi nella loro totalità divengono come un uomo solo ‘con molte eccellenti doti di carattere e d’intelligenza’ con ragionamento analogo si può replicare ai critici che non è il singolo giudice o magistrato a prendere una decisione ma l’istituzione (l’assemblea, il tribunale, il consiglio) nel suo complesso e quindi è evidente che nella realtà la massa è a buon diritto sovrana degli affari più importanti. Aristotele riconosce l’esistenza di un governo della massa che non è deviato, che chiama semplicemente ‘costituzione’, politeia, e che definisce una commistione di democrazia e oligarchia: può apparire strano che l’unione di due forme degenerate costituisca un buon regime ma Aristotele ritiene che la politeia prenda il meglio di queste due costituzioni degenerate, facendo le cariche elettive come l’oligarchia e rendendole indipendenti dal censo come la democrazia

 Esaminando quindi in maniera più specifica il governo dei molti, Aristotele nota come si dia propriamente democrazia laddove sono al potere tutti i cittadini liberi, che costituiscono il popolo e la maggioranza; e, dal momento che esistono diseguaglianze e più classi nel popolo (agricoltori, mercanti, marinai e così via), vi saranno più forme di democrazia. Ciò che le caratterizza tutte è l’esistenza di libertà e uguaglianza al loro interno.

 

 L’ITALIA E IL FILO NERO

Perché i movimenti europei non vogliono  rapporti con 5 Stelle

Noi italiani, pur nella breve esistenza del nostro stato, abbiamo  perso l’ennesima occasione per mostrarci all’altezza delle nostre grandi  capacità e della nostra cultura. Purtroppo secoli di servilismo ci hanno reso perennemente succubi , incapaci di avere una nostra idea ed abbiamo finito per ammazzarci tra di noi in guelfi e ghibellini, partigiani e repubblichini, juventini e interisti: dei tifosi che si squartano mentre altri decidono per loro. Come  dicevano  quattro   grandi giornalisti e scrittori del secolo scorso(Bocca, Montanelli, Bobbio, Biagi) :”gli italiani sono come  un filo nero, un perenne stato di fascismo nascosto, tifoserie contrapposte, rossi e neri. Abbiamo permesso che impunemente fosse ucciso Moro dalla CIA  mentre  con Berlinguer stava trovando la via per interrompere finalmente dal filo nero.

Ricordiamo, per la straordinaria analogia con il presente, gli anni di formazione del Partito Fascista : allora la società politica era in totale  in ebollizione con molecole(come oggi)che si spaccavano e si ricomponevano  in modi assurdi come bolle d'olio nell'acqua.. Due grandi “ tifoserie” : nazionalisti e socialisti, l’un contro l’altro schierato come un ultrà.                                                                                                                                                            Sembra assurdo ma da quella situazione nacque lui il PARTITO NAZIONALSOCIALISTA (denominato PARTITO FASCISTA )creato non da una massa ma da un singolo :Mussolini.                                      Oggi abbiamo  5 STELLE creato da un uomo: Grillo! Il filo nero si continua e perpetua.

Nel frattempo in Europa ovunque sono nati movimenti spontanei, democraticamente gestiti (PODEMOS, ALLEANZA 90/VERDI, FRONTE NAZIONALE FRANCESE,TSIPRAS) In tutti i casi si è mossa dapprima una massa di contestazione che poi democraticamente ha riconosciuto dei “rappresentanti” tutti   con lunga  esperienza politica( Freihel, Iglesias, Le Pen, Tsipras ). Tre su quattro sono ambientalisti schierati a sinistra. 

                                                                                                                                                                Perchè tutti e quattro i movimenti hanno rifiutato accordi od anche solo dialogo con 5 Stelle?   Ho voluto capire meglio questo rifiuto e cito un documento intervista comparso in tutta la stampa europeo(in Itala La Repubblica e Corriere della Sera):

Intervista al portavoce di Podemos MONTEDERO:all​a domanda : avete evuto rapporti con l'italiano 5 Stelle?

A differenza dei 5 STELLE , noi tutti in Europa siamo coscienti che le nostre Costituzioni, compresa l’italiana del 48, sono state scritte da chi ha combattuto, si è immolato , ma ha vinto la seconda guerra mondiale ed hanno nel DNA l’antifascismo e soprattutto le sete di libertà da ogni imposizione , costrizione o sottoscrizione Inoltre è inaccettabile che le scelte possano essere fatte online  solo tra gli iscritti(come nel fascismo) e che la  online sia gestita ( e  manipolata) addirittura da una società di Casalegno(mago di Internet  cui derivano anche grossi  utili dal Blog).                                                                                                                                                   Anche noi usiamo talvolta online ma con assoluta trasparenza. I  candidati alle europee furono votati online (e non era necessaria alcuna iscrizione, tutti potevano farlo). Ma rispetto ai grillini, i promotori di Podemos hanno affidato tutto a una società esterna che lavora con un programma open source, che a sua volta si fa controllare gli esiti delle varie votazioni su documenti e organizzazione da un’altra associazione ancora e addirittura tedesca per fugare ogni dubbio.Troviamo  nei 5s mancanza di un pur minimo di trasparenza. Noi  di Podemos non accetteremo mai l la mancanza trasparenza.Oltre  non sio capisce come sono stati selezionati ma  nessuno, per quanto ne so,  ha esperienza politica)per noi sarebbe assurdo) con il risultato di avere tanti che parlano bene ma non sanno come portare avanti un dialogo politico e finiscono per dire sedmpre NO. In Europa addirittura non credo di averne mai visti.  E che vogliamo dire dei 30 espulsi? Le espulsioni per "diversa opinione" avvenivano nel fascismo! Abbiamo la sindachessa di Barcellona che , contro il nostro parere , stà bloccando e ristrutturando il turismo: libera di farlo! Ed  il Direttorio che ricorda addirittura la mafia dove nessuno si fida di nessuno! In fine è lodevole che si decurtino gli emolumenti facendo iniziative benefiche! Ma c’è gia la Caritas! Propongano  o aderiscano a iniziative interessanti. Non si può andare in parlamento solo per dire NO: Se ne stiano a casa Non si va da nessuna parte dicendo solo no. I nostri candidati per l'Europa hanno dovuto portare ciascuno 50.000 firme”  Questa l'intervista.

 
Per parte mia aggiungo solo un'osservazione : si Dice che DiMaio avrebbe più consensi di Renzi! Lasciamo stare Renzi , sindaco per 7 anni di una delle più famose città del Mondo,                                Di Maio : La Severino l'avrebbe definito un "bamboccione". Genitori iscritti prima al MSI e poi Alleanza Nazionale di Fini. Finisce faticosamente il liceo classico e diventa per nove anni fuoricorso di lungo corso ovviamenta a carico della famiglia. UNO così se si presentasse con il curriculum a qualsiasi ditta nemmeno gli rispondono! Dovrebbe governare l'Italia!! Leggetevi i curricula di  Freihel, Iglesias, Le Pen, Tsipras. Non aggiungo altro
 
  

Ognuno ha i governanti che si merita : dopo i grandi De Nicola ed Enaudi abbiamo avuto:               Craxi, Cossiga, Berlusconi, Monti, Renzi, Grillo ( leggi Di Maio)

 

  due date memorabili da non dimenticare

oggi vi voglio parlare del giorno della libertà

 

Il 25  Aprile

Penso che Pertini condensi nel suo personaggio rimasto alla storia d'Italia tutto quello che si dovrebbe trovare in un onesto uomo politico nel nostro paese. Come disse Montanelli: "Non serve essere socialisti per amare Pertini, tutto ciò ch'egli dica o faccia profuma di pulizia, lealtà e sincerità". Sarà sicuramente l'epoca differente ma anche solo ascoltare o leggere un discorso di Pertini commuove, apre la mente, la rimette in moto come un combustibile sconosciuto. La fine retorica, mai banale o pesante ma sempre chiara e forte che si percepisce ascoltandolo insinua un sentimento di calore e sicurezza nell'ascoltatore che difficilmente si prova sentendo parlare qualche politico venuto dopo e non stupisce il fatto che tutti lo amassero e lo considerassero come il nonno buono e saggio degli italiani.

In questo giorno tanto importante e tanto bistrattato che dovrebbe essere la festa dell'Italia intera che ricorda lo sforzo dei propri giovani per liberarla e che invece subisce ancora, e sempre di più, le violenze di persone (politici in testa) che preferiscono voltare pagina dimenticando e lasciando che il rischio reale di ricadere in errori simili al fascismo si ripresenti sulla testa di una nazione troppo giovane per poter tagliare il cordone ombelicale con la resistenza, sua vera ed unica madre.

Recano i nomi, queste pietre miliari, di reparti delle forze armate, ufficiali e soldati che vollero restare fedeli soltanto al giuramento di fedeltà alla patria invasa dai tedeschi, oppressa dai fascisti: le divisioni «Ariete» e «Piave» che si batterono qui nel Lazio per contrastare l'avanzata delle unità corazzate tedesche; i granatieri del battaglione «Sassari» che valorosamente insieme con il popolo minuto di Roma affrontarono i tedeschi a porta San Paolo; la divisione «Acqui» che fieramente sostenne una lotta senza speranza a Cefalonia e a Corfù; i superstiti delle divisioni «Murge», «Macerata» e «Zara» che danno vita alla brigata partigiana «Mameli»; i reparti militari che con i partigiani di Boves fecero della Bisalta una roccaforte inespugnabile.

Giustamente, dunque, quando si ricorda la Resistenza si parla di Secondo Risorgimento. Ma tra il Primo e il Secondo Risorgimento vi è una differenza sostanziale. Nel Primo Risorgimento protagoniste sono minoranze della piccola e media borghesia, anche se figli del popolo partecipano alle ardite imprese di Garibaldi e di Pisacane. Nel Secondo Risorgimento protagonista è il popolo. Cioè guerra popolare fu la guerra di Liberazione. Vi partecipano in massa operai e contadini, gli appartenenti a quella classe lavoratrice che sotto il fascismo aveva visto i figli suoi migliori fieramente affrontare le condanne del tribunale speciale al grido della loro fede.

E la classe operaia partecipa agli scioperi sotto il fascismo e poi durante l'occupazione nazista, scioperi politici, non per rivendicazioni salariali, ma per combattere la dittatura e lo straniero e centinaia di questi scioperanti saranno, poi, inviati nei campi di sterminio in Germania, ove molti di essi troveranno una morte atroce.

Saranno i contadini del Piemonte, di Romagna e dell'Emilia a battersi e ad assistere le formazioni partigiane. Senza questa assistenza offerta generosamente dai contadini, la guerra di Liberazione sarebbe stata molto più dura. La più nobile espressione di questa lotta e di questa generosità della classe contadina è la famiglia Cervi. E saranno sempre figli del popolo a dar vita alle gloriose formazioni partigia

 

 

 

 

 

Roma il 20 settembre 1870

 

 

Oggi Roma compie 2762 anni. Alcuni favolosi ed altri nefasti.Ma io qui voglio parlarvi deòlla Roma capitale d’Italia. La roma del Belli, Stendhal e Proust.

Il censimento organizzato dopo l’arrivo dei piemontesi registra circa 230 mila abitanti. Pensare che Napoli ne aveva oltre un milione.

E’la Roma del Belli, Stendhal, Proust.

Le loro testimonianze danno sensazioni bivalenti. Un insieme enigmatico e inquietante di mollezza e vivacità plebea, di rozzezza ed incanto.

La maggioranza della popolazione vive nella zona bassa, la città rinascimentale e seicentesca racchiusa nell’ansa del Tevere che fa perno su piazza Navona. E in quei vicoli bui, impregnati di olezzo gattesco, in quelle mura spesso sbrecciate , insozzate da scritte oscene (Belli, icastico :”si vedo un  muro bianco, lo je lo sfregno”) che si ritrova la Roma che  il poeta percorse : stradine strette, archi fiocamente con difficoltà rischiarate da lumini, immagini sacre di ogni tipo circondate sempre da ex voto, un reticolo di viuzze quasi sempre senz’aria e luce, soggette alle continue inondazioni nel fiume, disseminate di escrementi maleodoranti di vari quadrupedi.

Ovunque regnavano un perenne sentore di umido e pozzolana. I fabbricati di modesta fattura, tirati su con materiali rimediati, prive di ornamenti, piccoli androni che si perdono in misteriose oscurità.

Quelle case basse e malsane favorivano certamente il diffondersi di malattie endemiche. Il tifo o il colera, mali che oggi classificheremmo come terzo mondo, conseguenza delle miserevoli condizioni igieniche, dalla rustica alimentazione forse molto gustosa ma anche molto squilibrata.

Lo spazio dei Fori, luogo leggendario per diversi secoli . centro politico e commerciale del mondo, veniva usato per pascolare le bufale.

La Rupe Tarpea trasformata in stenditoio. Ai più fastosi e maestosi monumenti, saccheggiati per nuove costruzioni, s’erano andati sovrapponendo decine di abominevoli abituri, talvolta case altre volte botteghe.

La città era pericolosa e3de alla “Ave Maria” erano tutti barricati in case malsane.

Tutta questa devastazione seguita al dominio del mondo, il Belli( e non solo) la attribuiva al papato ed alla curia che stavano addirittura abolendo molte festività con la scusa di ipotetiche epidemie.

Belli è il migliore testimone nel raccontare  la città dei sei papi che hanno regnato negli anni in cui visse.

Fu un’epoca di grandi agitazioni. Di movimenti politici, di occupazioni militari e restaurazioni, il tutto in un centro sordido e spopolato, popolato da plebi analfabete e fra le più incolte e ciniche, mentre altrove si diffonde la consapevolezza che lo stato chiesa è ormai un anacronismo.

La violenza che descrive il Belli è semplice e brutale, come la forza che la provoca e come i  piatti che quel popolo di pecorai analfabeti si alimentava.

La cucina romana era (ed ancora oggi)fatta di sapori forti ed ingredienti primitivi. Alla base ci sono : l’abbacchio cotto sul fuoco, la pasta alla amatriciana satura di lardo, la coda di bue alla vaccinara, i rigatoni con la pagliata vale a dire una pasta grevemente insaporita con gli intestini di vitello da latte. Tra i formaggi il pecorino, ricavato come dice il nome dal latte di pecora, grasso e piccante. Una cucina rustica, sapida, rozza, povera come quelli che l’avevano inventata.

Il mio libro che potete scaricare

La vita comincia a 80 anni
La vita comincia ad 80 anni by Gianni Po[...]
Documento Microsoft Word [501.3 KB]

 :"LA VITA COMINCIA A 80 ANNI"

 

Carissimi

Le esperienze ed i suggerimenti di tutti voi possono arricchirci reciprocamente e ci terrei ad avere pareri, critiche o quant'altro riteniate  dirmi. Sono qui a vostra disposizione

 

giannipoli32@gmail.com

   dr.giannipoli@alice.it

Tsipras & IOglesias
Frente Amplio - Uruguay
PODEMOS
una proposta dei 5 Stelle

Graças a MARTHA MEDEIROS para seu sublime poesia

Le persone cui devo tutto:

Antonio Gramsci - la luce e la speranza
Marco Pannella
Corrado Augias

 

 

Umberto Eco
Zygmunt BAUMAN
Immanuele kANT
Rita Levi Montalcini
Carl Jung
Pyotr Ilyich Tchaikovsky,

Si ringraziano : Patrizio Cacciari,Mauro Morellini, Maurizio Bolocchi, Alberto Angela,Claudio Colaiacono

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