Muore lentamente chi non legge, non viaggia , non ascolta musica
Muore lentamente chi non legge, non viaggia , non ascolta musica 

                     

"Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me" IMMANUELLE KANT
Dana Branzei dirige presso IFOM il Laboratorio dedicato allo studio dei meccanismi di riparazione delle 3 COESINOPATIE

       Lettere al mio nipote                     ( affetto da "malattia rarissima" )

 

ANCHE OGGI VOGLIO SCRIVERE AL MIO NIPOTINO: gli voglio parlare delle "Onde Gravitazionali"

 Carissimo,

 oggi ti voglio parlare del cielo. Tu forse non l’hai ancora visto o solo di sfuggita dal passeggino. Non so se l’ai visto di notte. E’ una marea di luci di ogni grandezza: le stelle.

 Da piccolo pensavo che ogni stella fosse una persona morta che mi guardava. Ci parlavo con le stelle. Poi c’è la Luna. Da quando l’hanno “calpestata” non è più la stessa. Non è più la luna rossa o la luna marinara delle canzoni. Non è più la luna del pastore errante per l’Asia. Ora è una specie di inutile isolotto roccioso nello spazio. Lo spazio. Cosa posso dirti? Sembra che , come lanciassi un sasso nell’acqua provocando tante onde in successione, sia invaso da una infinità di “onde gravitazionali” che viaggiano e viaggiano, per migliaia di anni. E noi italiani, pensa, le abbiamo sentite!!!

 Cosa sono le onde gravitazionali. Le onde gravitazionali sono delle increspature nello spazio-tempo, che per Einstein è la trama che forma l'Universo. Quando un oggetto dotato di massa viene accelerato, questa trama si deforma: come quando si appoggia una palla da bowling su un lenzuolo steso. Le deformazioni o increspature si propagano nel cosmo come un'onda: l'onda gravitazionale.

 Non hai capito niente e neppure io ma ho fiducia in Einstein , ha una faccia rassicurante, e quindi ci credo.

 Quello che gli scienziati hanno confermato è il primo segnale prodotto da queste onde mai rilevato. E' stato causato dalla collisione tra due buchi neri, avvenuta un miliardo di anni fa. Per la fisica, questa osservazione è un risultato senza precedenti, che potrebbe fruttare il premio Nobel ai suoi artefici. La rilevazione di Ligo, infatti, oltre a provare l'esistenza delle onde gravitazionali, fornisce anche la prima prova diretta dell'esistenza dei buchi neri.

 I buchi neri. I buchi neri sono delle regioni dello spazio-tempo che hanno un campo gravitazionale talmente forte che nulla di quello che c'é al loro interno può sfuggire all'esterno, nemmeno la luce. Quando due buchi neri si avvicinano, emettono onde gravitazionali con frequenze crescenti, che cessano del tutto al momento del collasso. I fisici hanno "tradotto" queste onde in suoni: la fusione dei buchi neri è descritta come un cinguettio sempre più acuto che dura pochi secondi.

 Non so se sai cos’è un cinguettio o se lo hai mai sentito. Il cinguettio è l’amore, la felicità. Lo sentirai e ti piacerà Una bella poesia te la voglio leggere come augurio:

 ” desidero ascoltare

 il cinguettio degli uccelli

 la mattina, luccicante di sole,

 nell'aria che frizza,

 di splendido calore..

 Poi sappi che c’è sempre chi la pensa altrimenti come il mio amato Trilussa:

 Nove vorte su dieci er cinguettio

 che te consola e t'arillegra er core

 nun è pe' gnente er canto de l'amore

 o l'inno ar sole, o la preghiera a Dio:

 ma solamente la soddisfazzione

 d'avè fatto una bona diggestione.

 Ciao dolcissimo

Dolce piccolo nipotino,

 

Oggi ho voglia di farti degli  auguri di vita.

Primo augurio, è quello di avere sulla tua strada adulti che riescano ad accompagnarti sulla strada, ma che non scelgano per te. Vorrei davvero che ti lasciassero sbagliare, provare strade, esplorare il mondo.

Esplorare il mondo, con la certezza di avere sempre e comunque un riferimento su cui contare, una casa dove riposarti tra mura amiche. Ti auguro di vivere la tua infanzia, nel miglior modo possibile che si arrivi ad un momento in cui tu possa avere ali e piume per spiccare il volo. Nessuno te le dovrà toccare, e sono sicuro che il volo sarà bellissimo.

 Ti auguro un' infanzia piena di musica e di storie, che ti accompagnino anche oltre l'infanzia, e che ci sia sempre qualcuno pronto a raccontarti una favola.

 Ti diranno che la vita non  è una favola, che non serve...tutte balle non ci credere, sforzati di crederci sempre, sarai senz'altro più felice.

 Ti auguro di non avere paura di sbagliare, solo cadendo e facendosi male si cresce, però che accanto a te ci sia sempre qualcuno o un riparo dopo la caduta!

 Ti auguro l'inquietudine e tu dirai che sono impazzito...forse...cara caro mio dolcissimo, spero davvero tu non ti senta mai arrivato,o incanalata in un sentiero, perchè non c'è cosa più terribile che accontentarsi, che il pensare ad una strada certa! ti auguro di percorrere dodicimila strade, solo allora di trovare quella giusta! ma non ti accontentare!

 Spero che in questo viaggio, tu abbia accanto dei validi compagni di viaggio, con cui scambiare una parola, con cui fare pezzi di strada insieme.

 E spero tu riesca a viaggiare   guardare il mare,a perderti in una città sconosciuta e magari a farla diventare casa.

 Vorrei per te il dono dell'Arte, che in fondo vuol dire vivere la vita in maniera sensibile, emozionandoti, arrabbiandoti, ridendo, essendo persona...è difficile sai?    ma sono sicuro che ci arriverai!

 e poi di avere  parenti e amici che ti siano accanto nei momenti di bisogno, e che ti sorreggano quando stai per cadere!

 e ti auguro gli amori! che sia davvero qualcosa che ti fa battere il cuore, che non ti fa dormire, e che ti riempie di gioia.

 Spero sinceramente tu abbia moltissimi amori, e poi scelga per te quello migliore, ma che lo scelga tu, in piena libertà e senza paura.

Ma a volte ti farai male, a volte avrai qualche livido per difendere le tue idee, poco male non ti preoccupare spariranno.

Ti ho augurato la musica...l'arte, e ti faccio un ultimo augurio...che abbia nel tuo spirito il mare...il mare aperto, che davvero ti abiti il mare.

 Che il mare ti sia dentro, sempre e che tu ti faccia abitare dal mare, con quella voglia di infinito, e di puntare in alto, che pochi uomini e donne hanno!

E quando guarderai il mare pensamiperchè io vorrò essere cremato e sparso in mare. Quando guarderai ci sarò-

Mi fermo qui...non vorrei mai pensassi di avere uno  nonno "strano"!

Ciao dolcissimo.

(10 gennaio2015)

 

Nipotino dolcissimo

Oggi voglio darti solo un salutino perché è già tardi                                                                                                                                                          Vedi in questo mondo, sul quale hai aperto gli occhi, c’è una quantità di cose meravigliose e a volte invisibili, che io, con le parole cercherò di raccontarti di volta in volta.

 Vedi Piccolino , le parole sono proprio quel miracolo che mi consente oggi di scriverti che sei parte di questo mondo pieno di splendore (ci sono anche le ombre, ma avrai tempo di conoscerle) e ne hai aumentato la meraviglia. E un giorno, quando sarai  più grande, leggerai queste righe e capirai il segreto delle parole. Forse non ti  interesserà mai ma un certo Socrate, oltre 2.400 anni fa,   si incavolò  di brutto per la comparsa della scrittura. Diceva che,  avendo il dono della parola , la scrittura era solo un orpello inutile!

Non cercherò di  essere il tuo nonno  preferito, anche se la concorrenza è molto forte, vorrò essere solo il tuo nonno Gianni. Mi piacerebbe  uscire insieme, mostrarti la bellezza della natura. Insegnarti ad amare gli uccelli e persino le lucertoline. Portarti, come faccio con tua cuginetta, a vedere le papere al laghetto e magari comprarti lo zucchero filato. Non vedo l’ora!

Sono un cosidetto grande anziano ( oggi si dice così per gli ottatacinquenni e oltre) comunque   ho pazienza e sono convinto che tutto questo avverrà e saremo amici e magari mi racconterai di qualche cosa che in genere si racconta ai nonni e non ai genitori.

E’ quasi mezzanotte e quindi  dormi bene. E quando ci vedremo, raccontami i tuoi sogni.

                                                                                                NonnoGianni

( 9 gennaio 2016)

Dolce nipotino!

Oggi voglio dedidarti una lettera famosa scritta da Rudyard Kipling al figlio. Te la mando perché è un indirizzo di vita ed esprime quello stesso amore che io nutro per te. Ciao

                                                       Nonnogianni

   SE

 

Se riesci a mantenere la calma quando tutti intorno a te la stan perdendo e te ne attribuiscono la colpa, se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te ed essere indulgente verso chi ti dubita; se sai aspettare e non stancartene, e mantenerti retto se la calunnia ti circonda e non odiare se sei odiato, senza tuttavia apparire troppo buono né parlare troppo da saggio; se sai sognare senza abbandonarti ai sogni; se riesci a pensare senza perderti nei pensieri, se sai affrontare il Successo e la Sconfitta e trattare questi due impostori nello stesso modo; se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui; se sai guardare le cose, per le quali hai dato la vita, distrutte e riesci a resistere ed a ricostruirle con strumenti logori; se sai fare un fascio di tutte le tue fortune e giocarlo in un colpo solo a testa e croce e sai perdere e ricominciare da capo senza mai lasciarti sfuggire una parola su quello che hai perso; se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi muscoli a sorreggerti anche quando sono esausti, e così resistere finchè non vi sia altro in te oltreché la volontà che dice loro: "Resistete!"; se riesci a parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà, o ad avvicinare i potenti senza perdere il tuo normale atteggiamento, se nè i nemici né gli amici troppo premurosi possono ferirti, se per te ogni persona conta, ma nessuno troppo; se riesci a riempire l'inesorabile minuto dando valore ad ogni istante che passa: il mondo e tutto ciò che è in esso sarà tuo, e, quel che conta di più, tu sarai un Uomo, figlio mio! 

(6 GENNAIO 2016)

Carissimo piccolino,

Oggi è la festa della  Befana.

E’ una festa antichissima che forse nasce pagana. E’ la festa più bella del mondo per i bambini. E’ la loro festa. C’è una filastrocca (la Befanata) che viene recitata in suo onore:

 

La Befana vien di notte

 con le scarpe tutte rotte

 col cappello alla romana...

 

Alla romana perché la Befana, come te, è romana.

Nei secoli , da sempre  nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, a cavalcioni di una scopa, sotto il peso di un sacco stracolmo di giocattoli, cioccolatini e caramelle (sul cui fondo non manca mai anche una buona dose di cenere e carbone), passa sopra i tetti e calandosi dai camini riempie le calze lasciate appese dai bambini.

 Questi, da parte loro, preparano per la buona vecchia, in un piatto, un mandarino o un’arancia e un bicchiere di vino. Il mattino successivo insieme ai regali troveranno il pasto consumato e l’impronta della mano della Befana sulla cenere sparsa nel piatto.  Sembra che si siano viste diverse  Befane completamente ubriache il 6 gennaio.

Oggi vorrei limitarmi a parlarti di qualche cosa di bello per i bambini. Anche se ,quanto ti ho descritto , è solo nostalgia perché ormai Natale e Befana sono stati spogliati di ogni ideale e fantasia ad uso del BUSINNES e della pubblicità induttiva. Oggi si parla alla TV di quanto si sia speso questa’ anno rispetto ai precedenti od in quali settori si è speso. Pensa che  Natalòe è stato quest’anno celebrato in tutta la Cina e non sanno neppure che festa sia e di che si tratti! Noi in Italia , in piena crisi, abbiamo ormai più cellulari che abitanti ( tu dovresti avere, per la statistica, almeno un cellulare!).

Comunque, dolce piccolino, sei un bambino fortunato. Sei vivo e circondato da amore e affetto, nel calduccio della tua casa. Ma il mondo è cattivo. Il giornale anche oggi dice :

“Altri  bambini, di 2, 5 e 9 anni, sono morti annegati quando il barcone sul quale viaggiavano nel Mediterraneo si è capovolto al largo dell'isola greca di Kalolimnos”.

Sono ormai centinaia i bambini  morti affogati o di freddo unicamente  cercando di avere quel calduccio e quell’affetto che tu per fortuna hai. Goditi questa fortuna piccolino e non sprecarla come tanti che, pur avendo tutto, annoiati e rincretiniti sprecano questi doni. La vita è comunque bella e va saputa vivere. Buona Befana amore mio da Nonno Gianni 

(4 gennaio 2016)

 

Caro  dolce Nipotino

Oggi voglio parlarti del male assoluto della nostra società : L’indifferenza.

L’indifferenza, per inciso, è padre e madre della solitudine, della cattiveria, dell’arroganza, e così via.

Spero  proprio che tu non debba vivere queste situazioni di cui ti parlo oggi ma sappi comunque che sei un bambino fortunato quanto meno per essere nato in quella parte del mondo popolata da un miliardo di obesi e non la dove un altro miliardo di esseri umani soggiace ad una fame mortale.

Ti ho già detto che non credo. Non devi imitarmi anche perché il mio ”ateismo” nasce da lontano al termine di un percorso approfondito. D’altra parte mi diverte il fatto che ,per me che non credo, se “dilà” trovassi qualcosa sarei piacentemente sorpreso mente pensa a chi crede e si aspetta qualcosa, la delusione accorgendosi che non c’è niente e nessuno ad accoglierli

Torniamo al cancro che ci dilania : L’INDIFFEREZA”.  Qualcuno ha detto :” Se tutti corressimo fuori dalle nostre case...  e marciassimo per le tante vie delle città...  a gridare  "VOGLIAMO VIVERE!" la certezza delle nostre grida...  sovrasterebbe le certezze dei "potenti".  Ma siamo purtroppo una  sparuta minoranza.”..

 

Tutto è indifferenza, egoismo,  rassegnazione.  

Qualche giorno fa sono caduto accidentalmente ad una fermata della Metro. Intorno c’erano una ventina di italiani che hanno fatto finta di non vedere e si sono atteggiati ad occupazioni inventate. Due indiani del Bangladesh , cioè appartenenti a quel miliardo di “morti di fame”, mi hanno soccorso, sorretto ed aiutato!

 

Lemma essenziale di qualsiasi antologia del male, l’indifferenza  è comunemente intesa come distacco emozionale tra sé e gli altri; una mancanza d'interesse per il mondo alimentata dal desiderio di non essere coinvolti in alcun modo, né in amore né in lotta, né in cooperazione né in competizione.Non ci si sposa più con la scusa che se ci vogliamo bene non c’è bisogno di una cerimonia. Così si formano e dissolvono migliaia di “convivenze” prive di sentimenti.

La nostra società appare ai piú popolata di passanti distratti e noncuranti, affetti dall'indifferenza dell'uomo verso l'uomo, dotati di una moralità precaria e asservita all'interesse personale. Sembra quasi impossibile, ma ciò che stiamo sperimentando oggi è un'indifferenza così estrema che arriva a superare perfino l'amore per se stessi. C'è infatti chi diventa perfino indifferente di fronte alla propria immagine. Non si riconosce più, non ha la capacità di dividere e riconoscere le proprie qualità, non riesce a vedere in se stesso qualcosa di buono, non riesce ad attribuirsi nemmeno una qualità positiva. C'è chi diventa così indifferente alla propria immagine che nemmeno davanti ad uno specchio può riconoscersi grasso o magro.

L'indifferenza verso la propria immagine è l'arma più letale che possa esistere, perché significa decide di uccidersi; nessuno fa qualcosa contro di te, ma sei tu stesso che metti a rischio la tua vita nella piena indifferenza. Sembra quasi impossibile, ma ciò che stiamo sperimentando oggi è un'indifferenza così estrema che arriva a superare perfino l'amore per se stessi.

Come si può combattere l'indifferenza? Ci sono tantissimi modi, proprio perché tutte quelle azioni rivolte verso qualcosa di buono, rivolte a fare il bene, dirette a qualcosa di positivo sono molteplici e sono tutti ottimi sistemi per vincere e combattere questo terribile male della nostra società. Nessuno può accontentarsi di essere un semplice spettatore della propria vita. Dobbiamo imparare a vedere e riconoscere la realtà, bisogna essere in grado di dividerla e trovare le giuste soluzioni, solo così possiamo essere davvero in grado di distribuire ad ognuno il suo, a cominciare da noi stessi.

Ho avuto la fortuna, per così dire, di vivere il dopo guerra : c’era la voglia di vivere e ricostruire. Ripartire. Dare sfogo all’umanità ed all’assistenza ed il soccorso del prossimo. Anche la cultura ed il cinema hanno dato sfogo ad illuminati, quali  Ungaretti, Montale, Moravia, Pasolini (per citarne alcuni) od a capolavori come “ladri di biciclette” o “Roma città aperta”. Alberto Moravia diceva: «Lentamente muore chi non capovolge il tavolo»

 In particolare, in Italia, l'impegno neorealistico ha fortemente contribuito alla nascita di un modello di intellettuale, che ha fatto della letteratura uno strumento per indagare sul reale e cercare di migliorarlo. Tra quelli che hanno indagato approfonditamente la realtà, spiccano proprio  i nomi di  Moravia e Pasolini, entrambi sperimentatori del male di vivere Chi vive nell'indifferenza non sa riconoscere i valori, non sa distinguerli uno dall'altro, non sa decidere una vera gerarchia, vive nell'eterna confusione di quale possa essere il valore più importante e così non sa mai dove indirizzare la propria vita. L'uomo che vive senza i valori su cui si fonda il proprio essere, sarà sempre in balia del drammatico vento dell'indifferenza, vivrà come colui che non guarda il mondo pur avendo gli occhi aperti.

Caro nipotino , noi vetusti possiamo solo subire ,ma voi scoprite tutte le vostre potenzialità ed a mettetele  al servizio di chi ne ha più bisogno. Riscoprire i valori e saperli vivere è il modo più bello di combattere efficacemente l'indifferenza! perché i giovani devono creare il progetto di costruire una società più giusta, più umana e più solidale. Vogliamo cambiare il mondo e siamo convinti che questo cambiamento incominci dando il meglio di noi stessi per suscitare anche il meglio delle persone che ci circondano. Noi  “vecchietti”dobbiamo aiutare voi   giovani a scoprire tutte le enormi potenzialità ed a metterle al servizio di chi ne ha più bisogno. Sette miliardi di esseri umani debbono avere la possibilità di vivere  TUTTI e non soggiacere a quei pochi che stanno distruggendo la Terra.

Ciao                              NonnoGianni

 

(1 gennaio 2016)

Caro nipotino dolcissimo;

 

Sono tuo nonno Gianni, al quale cerchi sempre di togliere gli occhiali. Ti vedo poco e questo è il  mio grande rammarico. Non perché ti sia indispensabile la mia presenza ed il mio aiuto: sei assistito e coccolato come pochi dai fantastici nonni  , da tua madre, tuo padre, tuo fratello ,, zii e cugini.

Tu manchi a me ed io sento il dolore di non poter giocare con te ogni giorno e vederti ridere quando dai un pizzico o spingere come un forsennato uno sgabello più grande di te.

E’ vero che la natura ti ha “sorteggiato”  una malattia che colpisce meno di cinquanta bambini all’anno in Italia.

Un nome sconosciuto come la malattia :CORNELIA DE LANGE.  E’ giusto che tu ti domandi :”perchè proprio a me?” Quanto ti capisco!

E’ questo uno dei motivi per cui, come grandissime persone come Rita Montalcini, sono ateo e agnostico. Se c’è un Dio deve spiegarmi il disegno in base al quale   fa camminare la vecchietta e poi fa nascere centinaia di bellissimi bambini con malattie cosi dette rare devastanti.

Comunque non sei solo e non sei abbandonato perché tante persone incredibili stanno studiando tutte queste malattie finanziati da persone generose. 

In Italia una Prof.ssa di origine rumena(Dana Branzei), da anni studia la Cornelia finanziata da Telethon , e negli Stati Uniti stà ottenendo risultati eccezionali l’equipe del Prof. Ian Krantz, presso il suo laboratorio di ricerca al Children’s Hospital di Philadelphia.

Non sei solo e sei , a mio avviso, fortunato se pensi che tanti tuoi colleghi muoiono ogni giorno di fame o affogano cercando una vita migliore.

Se vogliamo eufemisticamente considerarlo fortuna, mostri un carattere dolce e accattivante che, unito al tuo aspetto fisico particolarmente   bello , susciti grande tenerezza in chi ti circonda il che da un lato ti permette di avere buoni rapporti con i tuoi cari , dall'altro però ti fa diventare anche oggetto di grandi aspettative da parte loro.

Non parli ancora ma fai capire e ti fai capire. Soprattutto sinceramente ammiro di te il tuo carattere! Hai affrontato ogni ostacolo superandoli tutti. Dovevi nascere morto o senza polmoni e li hai fregati tutti. Hai trascorso giorni lontano dal calore delle braccia e del seno della tua mamma chiuso in una incubatrice come un condannato in attesa di giudizio. Non ti lamenti e  vai avanti imperterrito. Però se qualche cosa non ti va dimostri di essere consapevolmente indipendente già all’età tua.

Hai sopportato per mesi una canna nel naso senza goderti la gioia del latte materno. Non ti ho mai sentito lamentarti. Una volta che, piccolissimo, ti ho schiacciato inavvertitamente una manina: hai protestato ma non hai pianto.

Queste considerazioni mi danno conforto perché , purtroppo, stando a quanto sappiamo di questa stronza di Cornelia , ogni evoluzione è possibile e non prevedibile.

Mi piace pensarti a cavallo. A cavallo ? Si : infatti è previsto, tra le altre cose,  un programma di riabilitazione equestre,  in genere fatto  con grande entusiasmo e buoni risultati.

Questa cavolo di Cornelia si può diagnosticare  anche durante la gravidanza, alcune anomalie ecografiche del feto possono indurre a una diagnosi precoce della sindrome, come ritardo della crescita intrauterina e anomalie degli arti.

Ancora difficile è invece la diagnosi mediante analisi citogenetica:  solo un piccolo numero di pazienti affetti da sindrome di Cornelia de Lange mostra infatti anomalie cromosomiche macroscopiche tali da poter essere identificate mediante le comuni tecniche disponibili in laboratorio.

 

Ma Emanuele a noi di queste cazzate non ce ne frega niente! Ringraziamo invece che  nessuno abbia messo in dubbio  di farti nascere : ci saremmo persi te! Il più bel bambino di Roma !! Ma tu con il tuo carattere li hai fregati tutti e continuerai sicuramente a farlo perché purtroppo sta Cornelia  del piffero potrebbe porti altri problemi od altri ostacoli.  Il tuo sviluppo psicomotorio ed intellettivo sarà più lento  ma questo non deve  preoccuparti  perché la tua capacità di comprensione è di gran lunga superiore al normale  Stai praticamente inventando una  comunicazione alternativa alla via verbale ed in questo ti devi far aiutare perché altrimenti arriveresti ad incazzarti perché non ti capiscono!

Fortunatamente però dal punto di vista fisico  non ha mai presentato  le patologie a volte correlate alla tua sindrome.

Caro Emanuele, tu oggi non puoi leggere questa mia lettera perché i tuoi non te lo hanno ancora insegnato!!

Spero solo che un giorno, in cui forse io sarò già stato sparso nel mare in tempesta, tu possa leggere questa mia.

Verrai a sapere che ho quasi 85 anni e per fermarmi o farmi stare zitto devono abbattermi a fucilate,

Con questo voglio dire che , con queste mie prerogative fisiche ed il tuo carattere, tu supererai alla grande i 100 anni facendo una grossa pernacchia a tutti quelli che non hanno creduto in te.

                                                                      Nonno Gianni

 

P.S. Questa ,mio dolce ipotino, è la prima di tante(spero)lettere che via via ti scriverò e che un giorno leggerai(se ti andrà), perchè voglio essere la tua memoria ed i tuoi ricordi dei primìi tuoi passi nella vita. Ti voglio raccontare il mondso che ci circonda ew quello che a scuola sicuramente non ti insegneranno mai.

 

 

(2 gennaio2016)

 

Caro nipote :

spero  proprio che tu non debba vivere queste situazioni di cui ti parlo oggi ma sappi comunque che sei un bambino fortunato quanto meno per essere nato in quella parte del mondo che, per così dire, stà dalla parte del manico del coltello.

 

 

Migranti, la strage senza fine degli innocenti

 

Ancora una strage di piccoli migranti nelle acque tra Turchia e Grecia martedì notte. Sette bambini, tra cui un neonato, sono morti in due naufragi avvenuti a poche ore di distanza nella stessa zona sul mar Egeo, al largo di Cesme, nella provincia di Smirne.

 

Stragi che continuano a ripetersi nei pochi chilometri di mare che separano la costa turca dalle isole greche, dove erano diretti i migranti annegati, nonostante la stretta alle frontiere promessa da Ankara dopo l'accordo con Bruxelles di fine novembre. Il naufragio con il bilancio peggiore è avvenuto intorno alle 2.30 della notte, quando un gommone carico di profughi afghani diretti a Chios si è rovesciato in mare. Dopo l'invio di una richiesta di soccorso la Guardia costiera turca è intervenuta salvando 5 persone, ma per 6 bambini, tra cui un neonato di circa 6 mesi, non c'è stato nulla da fare. Nelle stesse ore sulla spiaggia di Pirlanta, sempre a Cesme, è stato rinvenuto il corpo di una bimba, identificata come Sajida Ali, una piccola siriana di 5 anni.

 

Secondo le autorità di Ankara, sarebbe annegata in un naufragio avvenuto al massimo 3 giorni fa di un barcone affondato nella stessa zona e con la stessa meta. Le drammatiche immagini del corpo della bimba sulla spiaggia, diffuse dai media turchi, hanno subito riportato alla mente quelle del ritrovamento di Aylan Kurdi, il bambino curdo-siriano di 3 anni annegato a inizio settembre con la madre e il fratellino di 5 anni mentre cercavano di raggiungere l'isola greca di Kos, al largo di Bodrum. La piccola Sajida, pantaloncini viola e scarpette nere, appare distesa supina su un cuscino a pochi metri di distanza dalla riva, probabilmente adagiata lì dagli agenti della gendarmeria turca dopo che le correnti l'avevano portata sulla costa.

 

La parte superiore del corpicino resta coperta da un lenzuolo, trattenuto a terra da alcune pietre perché non venga spostato dal vento. Una nuova istantanea del dolore che scuote l'opinione pubblica. La rotta tra Turchia e Grecia è stata attraversata quest'anno da oltre 750mila persone. Tra loro, uno su quattro è un minore. Secondo gli ultimi dati forniti dalle autorità di Ankara, rispetto allo scorso anno i salvataggi nell'Egeo sono aumentati di oltre il 500%, passando da 14.961 in 574 interventi a 79.489 in 2.133 operazioni. Ma i morti in mare sono quasi 600.

 

(3 gennaio2016)

Caro Nipotino

 

«In Italia noi agnostici siamo una piccola  minoranza, ma il 70% degli ufficialmente “cattolici” è lontana dalla Chiesa e non la frequenta» (da  Card. Martini)

 

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Oltre il 60% della popolazione italiana interpreta la religione come un retaggio della tradizione: una sorta di superstizione come, per esempio, tra i mafiosi.

Quant  sono realmente  cattolici in Italia? Quanti sono realmente i praticanti? I cattolici italiani  compongono quello  che Gesù definì “cortile dei gentili”.

È un riferimento a un episodio evangelico, in cui Gesù caccia i mercanti dal tempio, o meglio dalla zona -detta appunto “cortile dei gentili” – che doveva servire ai non ebrei curiosi di assistere alle attività del tempo.

Gli atei veri e propri, in Italia, non arrivano all’8 per cento. Mentre più del 70 per cento della popolazione frequenta la messa soltanto in occasione di matrimoni e funerali  

Il Card. Martini disse: “i praticanti assidui, che però non avvertono l’esigenza di una vita religiosa collettiva e di una visibilità, sono al massimo un 15-20 per cento de del totale dei cattolici battezzati”

A proposito di battezzati , molti cosidetti cattolici non stanno più ne battezzando ne cresimando i loro figli.

Però se, come in tutto il mondo, si propone di eliminare la presenza della croce dalle aule scolastiche, allora “apriti cielo” 50 mioni di cosidetti cattolici si infuriano senza capire che siamo una repubblica democratica e non in una teocrazia. Per non parlare della cosidetta “ora di religione” che , gestita a nostre spese da catechiste, non è STORIA E CONTENUTO DELLE RELIGIONI ma il più vetusto CATECHISMO . Quando ad un mio nipote dissi che Gesù aveva dei fratelli, e lui lo disse alla” maestra di religione ” essa fu colta da una crisi isterica al limite della bestemmia.

 

Questi stessi pseudocredenti però si sono battuti  a sangue contro l’aborto od il divorzio. Si nega l’eutanasia ai malati terminali e perfino la funzione religiosa se lo fanno  e poi si concede la chiesa per “festeggiare”il funerale di un famoso capomafia.

 

Cattolici per apparenza ma  “lontani” dalla Chiesa.

Motivazioni? Sia quelle  “perpetue”(che ricorrono da quando esiste la sociologia) come la vita frenetica, che non lascerebbe tempo per pensare a Dio e alla religione, o la percezione di comandamenti di carattere morale come limitanti della libertà individuale. Alcune motivazioni sono del tutto nuove e, con diversi toni di aggressività, fanno riferimento allo scandalo dei preti pedofili e alle recenti polemiche sulle ricchezze e sui privilegi fiscali della Chiesa. Ma sono due le concause che hanno cambiato la mentalità delle persone: il boom industriale, perché il benessere nella storia genera materialismo e individualismo, e la cosidetta rivoluzione sessuale attuata dai media, ormai senza limiti al limite della pornografia.

 

L’evento più rivoluzionario, a cui pochi prestano attenzione, è la fine della trasmissione della cultura religiosa tradizionale all’interno delle pareti domestiche. La famiglia mononucleare (tranne eccezioni) non insegna più a pregare, non spiega il decalogo, non trasmette racconti, fatti e leggende religiose. Affida tutto alla scuola, ma a sua volta l’ora di religione si è trasformata in catechismo. E così, per la prima volta nella storia del Cristianesimo, si è spezzata la catena della memoria. Basta guardarsi intorno. I figli della generazione di mezzo sanno a malapena chi è Abramo, vacillano su Isacco, ignorano Giacobbe. Le parabole sono per loro un mistero. Quando essi stessi saranno genitori non avranno più niente da tramandare.

Non esistono più tempi sacri, momenti sacri. I luoghi santi sono per la massima parte del tempo spazi turistici e riti come il matrimonio. Difficilmente sono percepiti da familiari ed amici come un’azione sacra, in cui «Dio è presente».

HO volutamente lasciato per ultimi i problemi dei preti pedofili o corrotti.

Li ritengo falsi pretesti per giustificarsi con se stessi. Basta pensare a quanto danno  i missionari,la Caritas, i ragazzi che vanno a curare i barboni od i milioni di africani che hano accolto Papa Francesco.

Purtroppo i cosidetti cattolici hanno ereditato dalla vecchia chiesa medievale , l’ipocrisia, la furbizia, l’inquisizione e la curiosità per le disavventure montate dai media. Bisogna apparire “cattolici” bestiammiando e calpestando ciò che bello Cristo ha fatto e dett

(4 gennaio2016)

 

Caro nipotino , lo sai che io ho  vissuto  la seconda guerra mondiale? :

io vedo dagiorni e mesi le immagini di Parigi o Mali o Beirut o New York.Sento la paura della gente.

 

Purtroppo  la maggior parte dei miei coetanei non può più raccontarlo.

Ti assicuro che la sensazione di impotenza che tutti provano in questi tre giorni

Io adolescente, li ho vissuti per tre anni. Io adolescente  ho visto i brandelli  dei settemila  morti del Marzo 43 a Pisa. Io adolescente ero tra i morti di S.Lorenzo a Roma.E poi Napoli. E poi ancora le strade di Milano del 44 e 45 con continui migliamenti , con partigiani e fascisti  che si sparavano per le strade in mezzo alla gente, nei mercatini dove neppure alla borsa nera si trovava da mangiare. La gente che smontava le panchine di legno per riscaldarsi. Neppure con la tessera si trovava un bicchiere di latte o il pane o un uovo.

Camminavi per le strade e se ti salvavi dal mitragliamento dovevi schivare quelli impiccati di notte ai pali della luce.

Ho visto catturare  dal tram il figlio(partigiano)  del Dr. Greppi (futuro sindaco di Milano)tiratu giù per i capelli ed ucciso con unn colpo in testa. Ad uno  si era inceppata la pistola e gli ha sparato il secondo. Se ne sono andati e l’hanno lasciato al sole per otto ore.

A Piazza Loreto ho visto fucilare 15 operai. Anche loro lasciati per ben 24 ore  esposti come monito minacciando chiunque si avvicinasse.Io ,pazzo, e due amici ci avvicinammo per vedere sae qualcuno era ancora vivo ed aiutarlo. Non ebbero il coraggio di sparare su noi ragazzi.. Ed infine ho visto Mussolini e Petacci portati proprio in quella piazza e dati in “pasto” alla folla. Per  fortuna dei pompieri li raccolsero e li appesero in alto per sottrarli all’ira della folla affamata e devastata per oltre 10 milioni di morti vittime della  follia  che è sempre comunque condannata sia dai Vangeli che  dallo stesso Corano recita “chi uccide una persona uccide l’umanità.

 

E'  incredibilew come

 

  1. La cattiveria gratuita dell’uomo sia infinita e sempre

  2. Ci siano sempre delle motivazioni inventate per giustificarsi a se stessi

  3. Si generai una sorta di assuefazione che ci fa arrivare a vivere tali situazioni quasi come se fosse una realtà quotidiana ineluttaqbile.

  4. Tutti pensino da sempre:”tanto non tocca a me,chi se ne frega!"”

LA LIBERTA' (esiste ?)

 

Vorrei essere libero, libero come un uomo.

Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza

e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,

con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo

e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.

Zygmunt Bauman,

Caro nipotino dolcissimo;

 

oggi vorrei parlarti del mondo in cui io e te stiamo vivendo. Io sorseggiando quel poco rimasto in fondo al bicchiere (sempre mezzo pieno!) e tu proiettato verso un mondo in cui l’acqua potrebbe diventare più cara del vino.

Se vogliamo capire in che mondo viviamo e non sbagliare le mosse, interpretandolo con le categorie che abbiamo utilizzato in passato e che oggi non servono più, è opportuno leggere l’ultimo libro di Zygmunt Bauman, Modus Vivendi. Inferno e utopia del mondo liquido 

Da anni Bauman va ripetendo che oggi viviamo in una società liquida, dove le strutture che delimitano lo spazio delle scelte individuali si dissolvono, le istituzioni che garantiscono la continuità delle abitudini e dei comportamenti( le culture) si scompongono, e le nuove forme sociali e istituzionali che le sostituiscono hanno poco tempo per solidificarsi, per cui non si hanno quadri di riferimento 

Un secondo fattore di liquidità è costituito dalla separazione tra potere e politica, nel senso che il potere non è più incarnato dallo Stato e dalle sue istituzioni democraticamente elette, ma si è trasferito nei potentati economici che prescindono da qualsiasi legittimazione democratica, per cui quando Marx diceva a suo tempo che i governi erano comitati d’affari al servizio dei potentati economici sbagliava solo per difetto. Quando la competizione è tra lo Stato e il mercato, il potere non ha alcun dubbio dove collocarsi.

L’impotenza dello Stato riduce la protezione e l’assicurazione pubblica che lo Stato garantiva e la solidarietà collassa.

Le città, che un tempo erano luoghi di abitazione e di radicamento sono diventate luoghi di scambio e di agglomerati di sconosciuti, senza più quel tessuto sociale che creava quel rapporto fiduciario fra gli abitanti del territorio, i quali, anche se non si conoscevano, sapevano di sottostare a quella legge non scritta che era l’uso e il costume degli abitanti della città.

Più che una “struttura” solida, la società è diventata una “rete” dove ci si scambia messaggi funzionali, informazioni utili, senza più uno straccio di autentica comunicazione

Nulla quindi che dia garanzia di continuità, all’interno della quale, costruire percorsi di formazione, perché nessuna delle esperienze passate sembra rivestire una qualche utilità per percorsi che di volta in volta si improvvisano.Il passato va dimenticato

In un contesto del genere quel che si richiede al singolo individuo non è più la “conformità a norme”, peraltro scarse e spesso contraddittorie, ma la “flessibilità” e la prontezza a cambiare tattiche e stili a breve scadenza, salvo poi pagare personalmente il conto delle proprie scelte, che avvengono all’interno di uno scenario le cui coordinate sfuggono, perché trascendono la capacità di comprensione e di azione dei singoli individui.

La diagnosi di Bauman è perfetta, la terapia non è indicata perché, scrive Bauman: “Le risposte sarebbero perentorie, premature e potenzialmente fuorvianti”.

Che cosa sia bello, cosa sia buono, cosa sia vero, cosa sia giusto, oggi non lo sappiamo più, perché il pensiero è stato solidificato e ristretto al perseguimento esclusivo dell'”utile”.

Progetti a lunga durata non se ne possono fare, per la semplice ragione che la tecnica conosce solo quel tempo breve che è il presente

Infatti, perché uno scopo non sia un sogno i mezzi devono essere disponibili oggi, e perché un mezzo sia davvero tale è necessario che lo scopo sia a portata di mano, qui nell’immediato.

Nell’età della tecnica i rapporti umani sono diventati rapporti “funzionali”

. Noi ci incontriamo solo come funzionari di apparati. Anche le colazioni sono diventate “colazioni di lavoro”.

Questa è la situazione. Il libro di Bauman è bellissimo. La condizione umana, dipinta come un inferno, invoca un’utopia che la possa riscattare.

Innanzitutto dall’economia, che ha eretto il denaro a generatore simbolico di tutti i valori, e poi dalla tecnica che ha ridotto gli uomini a semplici funzionari dei suoi apparati.

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Caro dolce      nipotino

 

Oggi 1 Gennaio 2016, alla soglia degli ottantaquattro (84) anni, ho deciso di scrivirti  delle lettere  che un giorno, se avrai voglia di leggerle,  potrebbero forse tornarti utili quantomeno per ricordare questo strano nonnino che ti vuole tanto bene. NonnoGianni

Il mio libro :"LA VITA COMINCIA A 80 ANNI"

http://ilmiolibro.kataweb.it/utenti/308544/gianni-poli

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