Muore chi non viaggia, non legge, non ascolta musica
Muore chi non viaggia, non legge, non ascolta musica

Il mondo di Zygmunt Bauman

 

Se vogliamo capire in che mondo viviamo e non sbagliare le mosse, interpretandolo con le categorie che abbiamo utilizzato in passato e che oggi non servono più, è opportuno leggere l’ultimo libro di Zygmunt Bauman, Modus Vivendi. Inferno e utopia del mondo liquido 

Da anni Bauman va ripetendo che oggi viviamo in una società liquida, dove le strutture che delimitano lo spazio delle scelte individuali si dissolvono, le istituzioni che garantiscono la continuità delle abitudini e dei comportamenti( le culture) si scompongono, e le nuove forme sociali e istituzionali che le sostituiscono hanno poco tempo per solidificarsi, per cui non si hanno quadri di riferimento 

Un secondo fattore di liquidità è costituito dalla separazione tra potere e politica, nel senso che il potere non è più incarnato dallo Stato e dalle sue istituzioni democraticamente elette, ma si è trasferito nei potentati economici che prescindono da qualsiasi legittimazione democratica, per cui quando Marx diceva a suo tempo che i governi erano comitati d’affari al servizio dei potentati economici sbagliava solo per difetto. Quando la competizione è tra lo Stato e il mercato, il potere non ha alcun dubbio dove collocarsi.

L’impotenza dello Stato riduce la protezione e l’assicurazione pubblica che lo Stato garantiva e la solidarietà collassa.

Le città, che un tempo erano luoghi di abitazione e di radicamento sono diventate luoghi di scambio e di agglomerati di sconosciuti, senza più quel tessuto sociale che creava quel rapporto fiduciario fra gli abitanti del territorio, i quali, anche se non si conoscevano, sapevano di sottostare a quella legge non scritta che era l’uso e il costume degli abitanti della città.

Più che una “struttura” solida, la società è diventata una “rete” dove ci si scambia messaggi funzionali, informazioni utili, senza più uno straccio di autentica comunicazione

Nulla quindi che dia garanzia di continuità, all’interno della quale, costruire percorsi di formazione, perché nessuna delle esperienze passate sembra rivestire una qualche utilità per percorsi che di volta in volta si improvvisano.Il passato va dimenticato

In un contesto del genere quel che si richiede al singolo individuo non è più la “conformità a norme”, peraltro scarse e spesso contraddittorie, ma la “flessibilità” e la prontezza a cambiare tattiche e stili a breve scadenza, salvo poi pagare personalmente il conto delle proprie scelte, che avvengono all’interno di uno scenario le cui coordinate sfuggono, perché trascendono la capacità di comprensione e di azione dei singoli individui.

La diagnosi di Bauman è perfetta, la terapia non è indicata perché, scrive Bauman: “Le risposte sarebbero perentorie, premature e potenzialmente fuorvianti”.

Che cosa sia bello, cosa sia buono, cosa sia vero, cosa sia giusto, oggi non lo sappiamo più, perché il pensiero è stato solidificato e ristretto al perseguimento esclusivo dell'”utile”.

Progetti a lunga durata non se ne possono fare, per la semplice ragione che la tecnica conosce solo quel tempo breve che è il presente

Infatti, perché uno scopo non sia un sogno i mezzi devono essere disponibili oggi, e perché un mezzo sia davvero tale è necessario che lo scopo sia a portata di mano, qui nell’immediato.

Nell’età della tecnica i rapporti umani sono diventati rapporti “funzionali”

. Noi ci incontriamo solo come funzionari di apparati. Anche le colazioni sono diventate “colazioni di lavoro”.

Questa è la situazione. Il libro di Bauman è bellissimo. La condizione umana, dipinta come un inferno, invoca un’utopia che la possa riscattare.

Innanzitutto dall’economia, che ha eretto il denaro a generatore simbolico di tutti i valori, e poi dalla tecnica che ha ridotto gli uomini a semplici funzionari dei suoi apparati.

A tutte le donne

 

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra

                                               Alda Merini

Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita
La vita del pastore.
Sorge in sul primo albore
Move la greggia oltre pel campo, e vede
Greggi, fontane ed erbe;
Poi stanco si riposa in su la sera:
Altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale
Al pastor la sua vita,
La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
Questo vagar mio breve,
Il tuo corso immortale?

Vecchierel bianco, infermo,
Mezzo vestito e scalzo,
Con gravissimo fascio in su le spalle,
Per montagna e per valle,
Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
Al vento, alla tempesta, e quando avvampa
L'ora, e quando poi gela,
Corre via, corre, anela,
Varca torrenti e stagni,
Cade, risorge, e più e più s'affretta,
Senza posa o ristoro,
Lacero, sanguinoso; infin ch'arriva
Colà dove la via
E dove il tanto affaticar fu volto:
Abisso orrido, immenso,
Ov'ei precipitando, il tutto obblia.
Vergine luna, tale
E' la vita mortale.

 

Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita
La vita del pastore.
Sorge in sul primo albore
Move la greggia oltre pel campo, e vede
Greggi, fontane ed erbe;
Poi stanco si riposa in su la sera:
Altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale
Al pastor la sua vita,
La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
Questo vagar mio breve,
Il tuo corso immortale?

Vecchierel bianco, infermo,
Mezzo vestito e scalzo,
Con gravissimo fascio in su le spalle,
Per montagna e per valle,
Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
Al vento, alla tempesta, e quando avvampa
L'ora, e quando poi gela,
Corre via, corre, anela,
Varca torrenti e stagni,
Cade, risorge, e più e più s'affretta,
Senza posa o ristoro,
Lacero, sanguinoso; infin ch'arriva
Colà dove la via
E dove il tanto affaticar fu volto:
Abisso orrido, immenso,
Ov'ei precipitando, il tutto obblia.
Vergine luna, tale
E' la vita mortale.

Qualche problema per i filler di acido ialuronico

 

L'acido ialuronico, sia come farmaco che come iniezione estetica è ancora in fase di studio e di osservazione, il che significa che tutti gli effetti collaterali, gli svantaggi, gli usi e i benefici sono sconosciuti. Soprattutto sarebbero da approfondire le interazioni di taluni farmaci ed in particolare ormoni..

Sono invece certi ed evidenziati dallo stesso OMS :

[*]     Residui dei solventi usati per l’estrazione

[*]     Residui organici dello streptococco

[*]     Effetti negativi del BBDE nella reticolazione in quanto si una un monomero che come tale è tossico per l’organismo e non compatibile con il derma.

[*]    transitorio eritema (arrossamento);

[*]    lieve e passeggero gonfiore (si risolve in circa 30 min.);

[*]    leggero sanguinamento o piccoli ematomi con rigonfiamenti ed ecchimosi;

[*]    dolore locale, persistente per qualche ora;

[*]    infezioni circoscritte.

 

L’acido ialuronico è stato promosso come trattamento anti-età dal momento che i suoi effetti sono già visibili  dopo l’applicazione di pochi trattamenti. Tuttavia dobbiamo assolutamente sapere quali sono i possibili effetti collaterali legati all’utilizzo dell’acido ialuronico per potere preventivamente porre rimedio: si può soffrire di mal di pancia o diarrea, una volta che si avvia il trattamento di iniezione, è possibile inoltre notare irritazioni cutanee, eruzioni cutanee o scolorimento della pelle, si potrebbe notare gonfiore sul viso, soprattutto attorno alle labbra o gli occhi, si potrebbe anche avere attacchi di vertigini o problemi respiratori, sensazione di febbre o nausea, alcune persone soffrono anche di raffreddore, tosse e mal di testa.

Se abbiamo intenzione di godere dei benefici di un trattamento di acido ialuronico in  iniezione che rende la pelle più giovane e flessibile, elimina le zampe di gallina e le rughe, allora si dovrebbero anche considerare i rischi associati a questa linea di trattamento. Se abbiamo già una disposizione delicata che coinvolge lo stomaco o la pelle sensibile, gli effetti collaterali potrebbero rivelarsi veramente dolorosi e demoralizzanti. Alcuni farmaci e un uso eccessivo di farmaci può amplificare questi effetti collaterali indesiderati. Se la voglia di mantenersi giovani e con una pelle sana è così importante, è consigliabile consultare un dermatologo di fiducia in modo da ridurre al minimo ogni eventuale effetto collaterale indesiderato. Non c'è niente di male nel voler apparire al meglio : lo vogliamo tutti. Ma bisogna assicurarsi di essere a conoscenza degli effetti collaterali comuni all’utilizzo dell’acido ialuronico prima di iniziare qualsiasi programma di trattamento. Saremo così in grado di prendere la decisione giusta. Non c’è dubbio che l'acido ialuronico sia  in grado di fornire eccezionali cure anti-invecchiamento, in realtà, è per questo che è uno degli ingredienti chiave contenuti in prodotti cosmetici per la cura della pelle, basta essere consapevoli degli eventuali controindicazioni prima di utilizzare le creme o le iniezioni di acido ialuronico.

Parleremo successivamente della soluzione a tali problemi con un ACIDO IALURONICO PURO ASSOLUTAMENTE in quanto estratto senza traumi ed in acqua distillata da BACILLUS SUBTILIS( brevetto internazionale ) e reticolato con PEG (polietilenglicole) che è un polimero quindi non tossico ed omogeneo con il derma.

 "Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto piú spesso e piú a lungo la riflessione si occupa di esseil cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me. Queste due cose io non ho bisogno di cercarle e semplicemente supporle come se fossero avvolte nell’oscurità, o fossero nel trascendente fuori del mio orizzonte; io le vedo davanti a me e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza""

 

Emmanuelle Kant

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